Buccellati
Il buccellato (in dialetto siculo, il “cucciddatu”) ha un’origine antica ed è un sicuro antenato nel ‘panificatus’dei romani. Il suo nome deriva dal tardo latino buccellatum, cioè pane da trasformare in buccelli, ossia bocconi, per la sua morbidezza.
Gli ingredienti: Per la pasta: farina 00, zucchero, strutto, ammoniaca in polvere, vanillina, acqua.
Per il ripieno: fichi secchi, noci, mandorle tostate, cannella, miele, gocce di cioccolato, zuccata tagliata a pezzettini. Per la glassa: albume, zucchero a velo, succo di limone, diavolina (piccole palline di zucchero colorate).
Per la preparazione: Mescolare in una zuppiera la farina, il burro, lo zucchero e il cucchiaio di Marsala ed amalgamare il composto con le mani. Lasciare riposare l’impasto per un’ora circa e dopo stendere la pasta con il mattarello. Nel frattempo, preparare il ripieno costituito da fichi secchi, uva passa, uva sultanina, mandorle, pinoli, scorzetta di arancia zuccherata, chiodi di garofano ed un pizzico di pepe. Triturare tutto finemente mescolando con un po’ di zucchero. Avvolgere il ripieno nella pasta, dandone la forma di una ciambella su cui si andranno a fare delle piccole incisioni. Spennellare il composto con tuorlo d’uovo ed infornate per venti minuti.
Quando si sarà raffreddato, decorate con zucchero a velo, pezzetti di pistacchio e frutta candita.
Tutto questo e tanto altro, rende la dolceria tradizionale sicula così vasta ed articolata, ma allo stesso tempo così raffinata che mostra tracce e contributi di tutte le culture che si sono stabilite in Sicilia negli ultimi due millenni.